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1月31日

Parità Sessista

"Ci sono un sacco di parole per definire una donna che non vuolefare sesso: frigida, inerte, insensibile, fredda.. Ma riesci a pensare anche a una sola parola per definire un uomo che non vuole fare sesso?"
"Morto?"

"Con quanti uomini deve andare a letto una donna per essere considerata promiscua? Dieci, otto, cinque? E invece un ragazzo della stessa età con quante donne? Dieci? Venti? Centodiciannove?"

Come mai una donna che va con più di un uomo viene immediatamente considerata troia, mentre un uomo che cornifica più ragazze insieme è un figo?

Come mai tutti noi conosciamo il significato della Ninfomania ma non abbiamo assolutamente idea di cosa significhi un uomo Satirisiaco?
 
 
 
Certo che faccio proprio ridere. Non riesco a trovarmi uno straccio di ragazza e quindi mi metto ad analizzare la società. E inizio a prendermela con tutti. Con tutti quelli che sono un branco di conservatori. Che un paio di calze a righe o le scarpe da skate li fanno anticonformisti o addirittura creativi. Con quelli che "seguo dei progetti" è un modo per dire che non fanno mai niente; con quelli che dopo il tatuaggio mettono sempre magliette smanicate (con quelli che il tatuaggio è un piccolo, patetico trasferello). Con quelli che quando è tutto a posto fanno gli annoiati, e quando invece stanno male davvero si sforzano di essere brillanti. Con quelli che i primi giorni che hanno l'iPod non li vedi mai senza cuffie, e i primi giorni che hanno la ragazza non li vedi mai. Con quelli che la cosa più importante è l'amore, e poi l'amicizia, e la politica non gli interessa ma sono di sinistra (con quelli che la politica gli fa schifo ed è tutto un magna magna, ma votano zitti zitti a destra). Con quelli che quando li lascia il fidanzato vanno a yoga, a teatro e a tango, e con quelli che quando li lascia la fidanzata vanno a puttane, o ricominciano con la coca, o tutti e due. Con quelli che sono dieci milioni di scienziati della comunicazione. Con quelli che se ha le canne è un ganzo se beve è un ganzo se ha la coca è un ganzo, ma se ha la roba, ah, beh, quello è un tossico; con quelli che pensano di poter fare gli artisti senza essersi mai fatti i viaggi, e con quelli che siccome si sono fatti i viaggi s'illudono di essere artisti.
Tra il misogino e il femminista, ambivalente è una bella parola, in fondo.
1月11日

Amore che vieni, amore che vai - Tributo a De Andrè

 

Il popolo è un Bambino

Il Popolo è un Bambino

Il popolo è un bambino.
Non ci capisce niente di politica.
Se tu gli parli di rivoluzione e lo fai seriamente finisce che il popolo la fa per davvero la rivoluzione.
Allora bisogna fare come ha fatto il partito comunista.
La rivoluzione gliel'ha fatta vedere da lontano al popolo come una ballerina della televisione.
Il popolo è un bambino e gli piace guardare le ballerine.
I maschietti si guardano la televisione perché gli piace il culo delle ballerine.
E le femminucce si guardano la televisione perché vorrebbero averci il culo come quello delle ballerine che piacciono tanto ai maschietti.
Tutti guardano il culo in Tv.
Ma sia le femminucce che i maschietti sanno che la televisione è un elettrodomestico.
Che quel culo esiste solo là dentro.
Si guardano intorno e la realtà è che si ritrovano sul divanetto del loro appartamento senza culi e senza balletti.
Ma sono contenti lo stesso. Sono contenti perché tutte le volte che ri-accenderanno il televisore ci avranno un culo in diretta pronto per essere guardato.
E non importa che sia finto come la favola di cenerentola.
Importa solo che dopo il culo in diretta si vada a letto sereni.
Al popolo gli piace la rivoluzione, ma gliela devi mostrare come il culo delle ballerine.
Come una cosa bella e impossibile.
Gliela devi raccontare come una favola.

*

Il popolo è un bambino.
Vuole sempre avere ragione.
Allora chi governa il popolo gli deve dire che "gli altri c'hanno sempre torto.
Gli altri sono atei miscredenti, pervertiti omosessuali, zozzi meridionali, negri puzzolenti…eccetera.
..insomma: relativisti" .
Allora il popolo è contento.
Perché il popolo è un bambino e come tutti i bambini gli piace giocare.
Nei giochi dei bambini c'è sempre uno che vince e un altro che perde.
Per questo che al popolo gli piace tanto il calcio.
Il popolo lo sa che il calcio vero non è quello dei campetti, delle partitelle.
Il popolo lo sa che al calcio vero non ci può giocare.
Che il vero calcio se lo può soltanto guardare in televisione.
Allora il popolo si mette seduto e guarda.
Il popolo strilla, si agita, si stanca come un bambino.
E quando arriva la sera si addormenta subito. È buono buono il popolo, è una pecorella.
Il popolo lo sa che la vita è come una partita di calcio in televisione, come la finale dei mondiali: tutto il mondo la guarda, ma poi la palla se la giocano solo due squadre.
Bello il calcio! Bella la vita!
Solo pochi se la godono, ma tutti gli altri possono fare il tifo.

*

Il popolo è un bambino.
Se gli rubi le caramelle il bambino si arrabbia.
Ma se gliele metti in vetrina quello se le compra subito.
Allora tu che sei più furbo del popolo gliele fai pagare il doppio di quello che valgono.
Così per ogni caramella che si compra una gliela vendi e un'altra gliela rubi.
Se metti le mani in tasca al popolo sei un ladro,
ma se è il popolo che si viene a svuotare le tasche da te è solo una legge di mercato.
Il popolo è un bambino, gli piace comprare le caramelle.
Poi magari se le porta a casa e manco se le mangia.
Magari le butta al secchio, magari.
Perché ai bambini gli piace comprare comprare comprare.
Allora tu che sei più adulto del popolo gli vendi tutto.
Il popolo vuole mangiare? E tu gli vendi le porcherie fino a farlo scoppiare.
Il popolo vuole le canzonette? E tu gli vendi qualche chilo di ritornelli da canticchiare sotto la doccia.
Il popolo vuole gli ideali? E tu gli vendi anche quelli.
Poi magari li porta a casa e non ci crede più.
Magari li butta al secchio.
Meglio! Meglio…
Così torna subito al supermercato a comprarsi le caramelle.

*

Il popolo è un bambino.
Fa tante domande e tu non gli puoi dire la verità
sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?"
Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.
Tu eri un bambino intelligente o non ci hai creduto.
Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne.
E invece ero sempre io.
E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.
Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli
e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto...
ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" .
E mio figlio mi fa:
"l'amico mio Pancotti Maurizio - ché Robertino frequenta
un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me è pure un po' deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!"
Allora io gli ho risposto "l'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!
E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!"
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare.
Per una settimana non è più uscito di casa.
Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo "lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!", lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale.
Il popolo è un bambino.
Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero!
I terroristi, l'arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna cambiare, fare la rotazione.
Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti porta le ciabatte, ti lava la macchina.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti ubbidisce subito.

Ascanio Celestini
1月1日

Duemilanuovo

Il 2008 è finito. Fare il bilancio dell'anno bisesto e quindi funesto non è il caso, ora tocca al 2009. Iniziato con tanto cibo, alcool e (buoni? Naaah...) propositi.
 
Buon anno a tutti :E